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Colonizzare la mente

  • Roberto Manzocco
Part of the I Blu - Pagine Di Scienza book series (BLU)

Riassunto

Con una metafora destinata a diventare famosissima, nel 1942 il celebre neurofisiologo Charles S. Sherrington definì il cervello come “il telaio incantato”.1 Oltre che scienziato, Sherrington era pure un poeta, e non si lasciò sfuggire l’occasione di unire le sue due passioni e di colorare di poesia l’attività cerebrale. E incantato lo è davvero, quel bizzarro chilo e mezzo di materia che sta dietro i nostri occhi e che, per qualche ragione a noi ignota, pensa. Non che non ci abbiamo provato, a capire il cervello, anzi; soprattutto negli ultimi due decenni, grazie anche alla risonanza magnetica — che ci ha offerto l’opportunità di guardare dentro questo rompicapo biologico — le nostre conoscenze in materia sono cresciute notevolmente. Il mistero però rimane, come vediamo ora.

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Referenza

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    Un mondo senza crudeltà e senza dolore prevede anche il sovvertimento completo dell’attuale ecosistema, che è appunto basato sulla predazione, ossia presenta un certo numero di specie carnivore. Si dovrà arrivare a un veganismo veramente globale; per fare ciò il primo passo sarà quello di produrre carne sintetica in laboratorio, ossia un sostituto biotech della classica bistecca che sia almeno altrettanto buono e altrettanto sano. Per quanto riguarda i predatori, bisognerà valutare se sia meglio — se non altro in alcuni casi — favorirne l’estinzione non violenta, magari tramite sterilizzazione. Come alternativa — per lo meno nel caso dei predatori a cui siamo più affezionati da un punto di vista simbolico, come leoni, tigri e così via — tali animali potranno essere controllati tramite innesti cerebrali che ne eliminino l’istinto predatorio, e nutriti tramite la carne sintetica di cui sopra. Se ora state pensando che un’operazione di questo tipo sconvolgerebbe l’equilibrio del nostro ecosistema, basato appunto sulla cosiddetta “catena alimentare” che prevede l’esistenza di tali predatori, non avete tenuto in conto la soluzione universale dei transumanisti, ossia le onnipotenti nanomacchine — che ci consentiranno di assumere il pieno controllo del nostro ecosistema e di ridisegnarlo in modo da escludere completamente la violenza. Cfr. D. Pearce, Reprogramming Predators, 2009. http://www.hedweb.com/abolitionist-project/reprogramming-predators.html.Google Scholar
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© Springer-Verlag Italia 2014

Authors and Affiliations

  • Roberto Manzocco

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