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Il mondo microscopico e il linguaggio

  • Davide Schiffer
Part of the I blu book series (BLU)

Riassunto

L’osservazione al microscopio dà l’impressione all’osservatore di entrare in un mondo a sé, senza apparenti rapporti con il mondo reale, dal quale occorre per di più isolarsi per potersi concentrare. Si tratta della visione bidimensionale di una realtà che, oltre a essere stata deformata da una serie di interventi che si sono prodotti su di essa per poterla osservare,è tridimensionale e non esiste a quell’ingrandimento. O meglio, a quale ingrandimento vogliamo dichiarare che esista? All’ingrandimento naturale dell’occhio umano posso affermare che il cervello sta nel cranio, che l’ippocampo sta nel cervello e che ha quella determinata forma e quel colore, ma non riesco ad andare oltre. Non so come siano i rapporti di grandezza fra occhio, cervello e mente per l’uomo o quello che sta per mente negli animali nel le varie specie, ma so che esistono e sono peculiari delle specie. Probabilmente negli animali i rapporti di grandezza fra gli oggetti del mondo esterno efra questi e l’animale sono in funzione del significato che hanno per l’animale stesso. Per esempio, un oggetto che incute paura o che rappresenta il cibo sarà visto più grande? La grandezza potrebbe essere uno dei segni che servono per catturare l’attenzione dell’animale. Come dirò dopo, è noto in semiotica che a ogni segno corrisponde o meglio può essere indotto un apparato recettore e nella fattispecie sarà di enorme importanza la modalità con cui è costruito l’apparato visivo con il suo analizzatore periferico e centrale. Nell’uomo i rapporti di grandezza fra gli oggetti appartengono alla logica e alla logica matematica e non possiamo prescin-dere da queste.

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Copyright information

© Springer-Verlag Italia 2011

Authors and Affiliations

  • Davide Schiffer
    • 1
  1. 1.Dipartimento di Neuro-oncologiaUniversità di TorinoItaly

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