La riduzione di flusso sanguigno e, conseguentemente, di ossigeno al miocardio può provocare danno transitorio (ischemia) o definitivo (necrosi). L’aterosclerosi dei vasi coronarici epicardici ne è la causa più frequente: l’ischemia solitamente interessa dapprima la regione subendocardica, che possiede un metabolismo e quindi un consumo di ossigeno superiore agli strati subepicardici, essendo sottoposta maggiormente agli effetti delle forze compressive extravascolari (tensione sistolica e pressione di riempimento ventricolare) (Fig. 11.1) e solo in seguito si estende a tutto lo spessore miocardico.