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Il Nuovo Cimento (1955-1965)

, Volume 3, Issue 4, pp 718–730 | Cite as

Evidence for a double covalent bond from paramagnetic resonance, optical absorption and X-ray data

  • M. B. Palma-Vittorelli
  • M. U. Palma
  • D. Palumbo
  • P. Sgarlata
Article

Summary

Data on paramagnetic resonance absorption, on the distance between the levels responsible for optical absorption, on polarized light absorption and on the structure deduced with X-rays are given which, consistently in agreement with theoretical considerations, confirm the hypothesis previously advanced of the existence of a double covalent bond in the vanadyl group of a vanadylsulphate.

Riassunto

Lo studio dell’assorbimento di risonanza paramagnetica su polvere di VOSO4.5H2O ha fornito i dati di Tab. I. L’assorbimento ottico in luce naturale e polarizzata, permette di stabilire la distanza tra i due livelli responsabili della transizione, permettendone anche l’individuazione. È data una limitazione (che verrà discussa in un successivo lavoro), che, precisando il ruolo dig⊥ eg nelg della polvere, permette una più completa utilizzazione dei dati sperimentali. Non è possibile fornire una interpretazione unitaria di tali dati in termini di un campo elettrico cristallino. L’interpretazione è invece fornita sulla base di un doppio legame covalente (un legame σ ed un legame π nel gruppo VO, che puö essere formato da due orbitali 2p dell’Ossigeno e da due 3d del Vanadio, eventualmente mescolati con orbitalis. Gli elettroni del legame schermano ulteriormente la carica nucleare, diminuendo notevolmente il coefficiente di accoppiamento spin-orbita, che deve ora essere dedotto dal valore relativo al V++. Inoltre, poichè tali’ elettroni occupano parzialmente gli stati di momento assiale + 1, 1’elemento di matrice dell’accoppiamento spin-orbita che interviene nel g⊥ viene ancora ridotto. Un eventuale legame δ potrebbe sovrapporsi a tale legame, ma non sarebbe da solo sufflciente a render conto dei dati sperimentali. Si è comunque ritenuto molto utile cercare una ulteriore conferma della validità dell’ipotesi formulata, determinando con raggi X la struttura del cristallo in esame. I principali risultati sono elencati in Tab. II e III. Uno degli atomi di O è risultato particolarmente avvicinato al V (1.67 Å), il che, tenuto conto del fatto che la somma dei raggi ionici è 2.03 Å e quella dei raggi atomici è 1.94 Å conferma inequivocabilmente l’esistenza di un doppio legame covalente.

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Copyright information

© Società Italiana di Fisica 1956

Authors and Affiliations

  • M. B. Palma-Vittorelli
    • 1
  • M. U. Palma
    • 1
  • D. Palumbo
    • 1
  • P. Sgarlata
    • 2
  1. 1.Istituto di Fisica dell’ UniversitàPalermo
  2. 2.Istituto di Mineralogia dell’UniversitàPalermo

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