Applicazioni dell’ecografia con mezzo di contrasto nel rene trapiantato

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Estratto

Il trapianto renale è ormai considerato un efficace trattamento per pazienti allo stadio terminale nell’ insufficienza renale [1]. Durante gli anni ’70 e ’80, il tasso di successo, dei trapianti da cadavere è salito progressivamente. Infatti, grazie all’introduzione dell’uso della ciclosporina, negli anni ’80, il trapianto da donatore cadavere ha presentato un tasso di sopravvivenza dopo un anno del 70%, aumentato all’82% nella metà degli anni ’90 e all’ 88% nel 1998. La mortalità dopo l’impianto risulta più alta nel primo anno ed è correlata con l’età del paziente. Il trapianto garantisce un miglioramento dell’aspettativa e dello stile di vita, rispetto ai pazienti in dialisi. Infatti la vita media di un rene trapiantato da cadavere varia da 7 a 10 anni, mentre varia da 15 a 20 anni quando si tratta di un organo da donatore vivente [1]. Questo grazie ad un miglioramento delle tecniche chirurgiche, agli efficaci regimi di immunosoppressione, all’abbinamento dell’istocompatibilità ed alla stretta sorveglianza dell’impianto mediante metodiche di imaging ed esami laboratoristici.