, Volume 115, Issue 5, pp 815-825
Date: 24 Jun 2010

Incidence of new fractures in women with osteoporosis-induced vertebral fractures detected on routine lateral chest radiographs

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Abstract

Purpose

Vertebral fractures represent one of the major complications of osteopororis. Diagnosis is followed by a pharmacological, interventional or surgical treatment. Up to day there are non practice guidelines for a screening evaluation of bone fractures in elderly and most of the fractures remain undiagnosed. We prospectively evaluated the prevalence of vertebral fractures on chest X-rays to determine the diagnostic and prognostic roles of chest X-ray in predicting new bone fractures 2 years after the initial radiogram.

Materials and methods

Between March 2004 and October 2005, 4,045 women underwent chest X-ray in our radiology department for any indication. We identified 166 women with the presence of at least one vertebral fracture. A questionnaire was administered to these women to collect information about diagnosis of osteoporosis, history of malignancy, systemic diseases, osteoporosis-inducing drugs and pharmacological, radiological or surgical treatment received.

Results

Out of the 166 women (age 73±10.5 years) with vertebral fractures, we interviewed 101 women; 13 had died and 52 were not found. Most of the patients were on menopause (97.1%, 98/101) with an average age of menopause of 48,2 years (±6 years). Among the patients on menopause, 15,8% (16/101) had undergone hysterectomy. All patients received a diagnosis of osteoporosis, which was reached with a chest X-ray report in 23.7% (24/101) of cases. A new skeletal fracture occurred in 20.5% (5/27) of patients receiving treatment against a frequency of 20.8% (16/74) in patients without treatment. No statistical difference was found between the groups (p = 0.374).

Conclusions

Inadequate treatment may explain the lack of a substantial difference in new fracture risk between treated and untreated patients. For these reason we discuss about the evaluation of an adeguate therapeutic approaches in prevention of osteoporosis-induced fractures.

Riassunto

Obiettvo

Le fratture vertebrali rappresentano una delle maggiori complicanze dell’osteoporosi, la cui diagnosi è seguita dall’instaurazione di un trattamento medico-chirurgico. Attualmente non esistono linee guida che raccomandino uno screening nella popolazione di età avanzata e molte fratture rimangono non diagnosticate. L’obiettivo del nostro studio è quello di valutare prospetticamente la prevalenza delle fratture vertebrali visualizzate alla radiografia del torace e determinarne il ruolo diagnostico e prognostico calcolando il rischio di nuove fratture due anni dopo la prima diagnosi radiologica.

Materiali e metodi

Da marzo 2004 ad ottobre 2005, presso il nostro dipartimento di Diagnostica per Immagini, sono state eseguite 4045 radiografie del torace su donne che si sottoponevano a tale esame per svariate indicazioni. Dallo studio di tali referti sono state individuate 166 donne con fratture vertebrali secondarie ad osteoporosi. In base ai referti ottenuti, ci si è proposti di intervistare tali pazienti attraverso un questionario allo scopo di comprendere quante di loro fossero a conoscenza della malattia, di verificare l’esistenza di patologie concomitanti e di ricercare eventuali fattori che possano aver predisposto allo sviluppo delle lesioni vertebrali e l’eventuale terapia in atto.

Risultati

Delle 166 pazienti individuate (età media 73 anni±10,5), con diagnosi di deformazioni o fratture vertebrali secondarie ad osteoporosi, sono state intervistate 101 donne; 13 sono decedute e 52 non sono state intervistate per difficoltà nel reperirle. La maggior parte di queste è risultata in menopausa (97,1%, 98/101) e l’età media della menopausa è stata di 48,2 anni (±6 anni). Inoltre, tra tutte le pazienti in menopausa, il 15,8% (16/101) ha subito intervento di isterectomia. Delle 101 pazienti al corrente della malattia, il 23,7% (24/101) ne è venuto a conoscenza solo in occasione della radiografia del torace da noi eseguita. Un nuovo evento fratturativo si è verificato nel 20,5% (5/27) delle pazienti in terapia contro una frequenza del 20,8% (16/74) delle pazienti che non avevano mai intrapreso alcun trattamento per l’osteoporosi. Pertanto non è stata riscontrata una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi (p=0,374).

Conclusioni

Un trattamento inadeguato spiega l’assenza di differenza nel rischio di nuove fratture tra pazienti sottoposte o meno a terapia. Per tale ragione risulta necessario valutare le cause dell’assenza di un adeguato approccio terapeutico nella prevenzione delle fratture indotte dall’osteoporosi.