, Volume 7, Issue 2, pp 70-76
Date: 14 Aug 2009

Efficacy evidences in prevention of HIV infection in developing countries. A critical appraisal from population-based studies

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Abstract

For generalised HIV/AIDS sub-Saharan African epidemics emphasis has been placed on the three established pillars of HIV prevention: condom promotion and distribution, Voluntary Counselling and Testing (VCT) and treatment of other sexually transmitted infections (STIs). Experiences in several countries support the positive results of Ugandan prevention politics called Abstinence, Be faithful, Condom (ABC), based on Primary Behaviour Change (PBC). Polemics tending to label this approach as “confessional based” have been recently intensified after Pope Benedict XVI recalled how the sole use of condoms cannot be considered the solution for HIV/AIDS in Africa. An honest and scientific approach to the dramatic reality of HIV/AIDS in Africa may yet require a reconsideration of the Western positions towards HIV prevention, accepting the potential challenge of a multifaceted strategy that uses all valid approaches, with particular regard to PBC: the elusive goal of vaccine, the simplistic trust in condoms, or acritical enthusiasm in drugs (either as therapy, postexposure or preventive treatment), mathematical modelling. All these are pieces of a complex puzzle. Synergy between treatment and prevention needs to be implemented in a realistic way, never forgetting that behaviour change is a process, not an event, involving human freedom and will. The need of a really participating community, with a prevention coming from below to the top and not from external over-imposing criteria, is also mandatory.

Riassunto

Per fronteggiare l’epidemia da HIV nell’Africa sub sahariana ci si è a lungo basati sui tre cosiddetti “pilastri della prevenzione”: la promozione e la distribuzione di profilattici, la consulenza e il test volontario e il trattamento delle infezioni a trasmissione sessuale. Esperienze in diversi paesi supportano i risultati positivi della politica di prevenzione ugandese denominata “ABC” (Abstinence, Be-faithful, Condom), basata sulla modifica dei comportamenti sessuali (Primary Behavioural Change, PBC). Alcune polemiche, tendenti ad etichettare questo approccio come “confessionale”, si sono recentemente intensificate dopo che Papa Benedetto XVI ha ricordato come l’esclusivo uso del condom non può essere considerato la soluzione per il problema HIVAIDS in Africa. In questo lavoro vengono brevemente esaminati i principali indirizzi attuali di prevenzione, mostrando l’importanza dell’impatto del cambiamento comportamentale e del condom, la possibilità di ampliare la terapia antiretrovirale a scopo di prevenzione oltre che di trattamento ed infine le controversie delle opzioni della profilassi pre-esposizione e post esposizione. Un approccio onesto e scientifico alla drammatica realtà della epidemia da HIV in Africa richiede di rivedere la posizione occidentale verso la prevenzione, accettando la sfida di una strategia multiforme che utilizzi tutti i validi approcci, con particolare riguardo alla modifica dei comportamenti. L’attuale elusività di un efficace vaccino, la semplicistica fiducia nel preservativo o l’acritico entusiasmo nei farmaci, i modelli matematici: tutti questi sono solo singoli pezzi di un complesso puzzle. La sinergia tra trattamento e prevenzione deve essere attuata in modo realistico, non dimenticando mai che il cambiamento del comportamento è un processo dinamico, non un evento istantaneo, che coinvolge la libertà e la volontà umana. La necessità di una comunità veramente coinvolta, per una prevenzione che parte da un convincimento di base e non per la spinta di pressioni esterne, risulta di fondamentale importanza.