, Volume 116, Issue 5, pp 809-820
Date: 07 Mar 2011

Role of integrated PET/CT with [18F]-FDG in the management of patients with fever of unknown origin: a single-centre experience

Rent the article at a discount

Rent now

* Final gross prices may vary according to local VAT.

Get Access

Abstract

Purpose

Fever of unknown origin (FUO) is a diagnostic challenge for the wide range of possible causes involved. The aim of our work was to evaluate the role of [18F]-fluorodeoxyglucose positron emission tomography computed tomography ([18F]-FDG-PET/CT) in managing patients with classical FUO.

Materials and methods

Twenty-four consecutive patients (16 women, eight men; mean age, 56.5 years) with a diagnosis of FUO based on routine investigations were retrospectively studied. All underwent [18F]-FDG-PET/CT, which was considered true positive when the result was in agreement with the final diagnosis.

Results

A final diagnosis was reached in 17 of 24 patients (vasculitis, n=5; autoimmune disorder, n=2; neoplasm, n=3; infectious disease, n=6; biliary microlithiasis, n=1). In the remaining seven cases, no final diagnosis was established. PET-CT was useful in identifying aetiology in 11 patients, showing a diagnostic yield of 46% (11/24). Among the 11 cases with a negative PET scan, 10 did not show a worsening of the clinical condition.

Conclusions

This study underlines the crucial role of [18F]-FDG-PET/CT in managing patients with FUO. If prospective trials on this topic confirm the present findings, PET/CT should be incorporated in the routine diagnostic work-up of patients with classical FUO.

Riassunto

Obiettivo

La febbre di origine sconosciuta (FUO) rappresenta una vera e propria sfida diagnostica a causa dell’elevato numero dei possibili fattori eziologici. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare il ruolo della tomografia a emissione di positroni/tomografia computerizzata con (18F)-fluorodesossiglucosio [(18F)FDGPET/TC] nel management clinico di pazienti con FUO

Materiali e metodi

Abbiamo incluso, retrospettivamente, ventiquattro pazienti consecutivi (16 femmine e 8 maschi) di età media 56,5 anni, nei quali, dopo gli esami di routine, era stata posta diagnosi di FUO classica. Tutti i pazienti hanno eseguito l’esame PET/TC, che è stato considerato vero positivo quando in accordo con la diagnosi finale

Risultati

In 17 pazienti si è raggiunta una diagnosi finale: vasculite (5), malattia auto-immune (2), neoplasia (3), malattia infettiva (6), micro-litiasi biliare (1). Nei restanti 7 casi, la diagnosi finale non è stata ottenuta. L’esame PET/TC è stato utile per identificare l’eziologia in 11 su 24 pazienti (46%). Tuttavia, è rilevante il fatto che tra gli 11 casi con esame PET negativo, 10 non hanno mostrato alcun peggioramento clinico

Conclusioni

Questo studio sottolinea il ruolo cruciale dell’esame (18F)FDG-PET/TC nella gestione clinica dei pazienti con FUO classica. Se ulteriori studi prospettici su questo argomento confermeranno gli attuali risultati, l’esame PET/TC dovrebbe essere incluso nella routine diagnostica di questi pazienti