, Volume 113, Issue 1, pp 65-75

Stereotactic vacuum-assisted breast biopsy in 268 nonpalpable lesions

Purchase on Springer.com

$39.95 / €34.95 / £29.95*

Rent the article at a discount

Rent now

* Final gross prices may vary according to local VAT.

Get Access

Abstract

Purpose

We evaluated the reliability of stereotactic vacuum-assisted breast biopsies (VAB) from our personal experience.

Materials and methods

Between January 2003 and December 2005, 268 patients underwent VAB with an 11-gauge probe at our institution. Inclusion criteria were nonpalpable lesions, undetectable by ultrasound and suspected at mammography (microcalcifications, circumscribed mass, architectural distortion), for which cytology and/or core biopsy could not provide a definite diagnosis. Lesion mammographic patterns were microcalcifications in 186 cases (77.5%), mostly localised clusters (130/186: 70%); circumscribed mass with or without microcalcifications in 36 cases (15%) and architectural distortion with or without microcalcifications in 18 cases (7.5%). On the basis of the Breast Imaging Reporting and Data System (BI-RADS) classification, 16 cases (7%) were graded as highly suspicious for malignancy (BI-RADS 5), 81 (34%) as suspicious for malignancy (BI-RADS 4b), 97 (40%) as indeterminate (BI-RADS 4a) and 46 (19%) as probably benign (BI-RADS 3). Lesion size was ≤10 mm in 161 cases (67%) and > 20 mm in only 38 cases (16%), 30 of which appeared as microcalcifications.

Results

In 28/268 lesions (10.5%) the biopsy could not be performed (nonidentification of the lesion; inaccessibility due to location or breast size). In 12/240 (5%) biopsies, the sample was not representative. Pathology releaved 100/240 (42%) malignant or borderline lesions and 140/240 (58%) benign lesions. Among the malignant lesions, 16/100 (16%) were invasive carcinoma [infiltrating ductal carcinoma (IDC) or infiltrating lobular carcinoma (ILC)], 13/100 (13%) were microinvasive (T1mic), 35/100 (35%) were ductal carcinoma in situ (DCIS), 9/100 (9%) were lobular carcinoma in situ (CLIS). Among the borderline lesions, 27/100 (27%) were atypical epithelial hyperplasia [atypical ductal hyperplasia (ADH) or atypical lobular hyperplasia (ALH)]. In 9/100 surgically treated lesions (9%), there was discordance between the microhistological findings of VAB and the pathological results of the surgical procedure: 8/9 were underestimated by VAB (four ADH vs. DCIS, three DCIS vs. IDC, one ADH vs. IDC), and 1/9 was overestimated (T1mic vs. DCIS). Complications following VAB occurred in 9/240 patients (3.7%).

Conclusions

In our experience, VAB showed fair reliability in the diagnosis of nonpalpable breast lesions despite a portion of failed (10.5%), nonsignificant (5%) procedures and underestimated lesions (9%).

Riassunto

Obiettivo

Valutare l’accuratezza del sistema di agobiopsia mammaria in stereotassi con metodica multidirezionale e dispositivo aspirante sotto vuoto (VAB) nell’esperienza personale, al fine di dimostrare la validità di questa metodica.

Materiali e metodi

Nel periodo compreso fra gennaio 2003 e dicembre 2005, 268 pazienti sono state sottoposte a manovra ago-bioptica con VAB utilizzando ago 11-gauge. Sono state avviate al VAB tutte le pazienti con alterazioni sospette alla mammografia, non riconoscibili con ecografia, non palpabili (focolai di microcalcificazioni, minuscole lesioni focali con o senza microcalcificazioni, aspetti di sovvertimento) in cui la tipizzazione non poteva essere ottenuta con metodiche alternative (citologia e/o core-biopsy) e non si riteneva opportuno il follow-up. L’aspetto radiologico delle lesioni è stato di microcalcificazioni in 186 casi (77,5%), per lo più distribuite in unico focolaio (130/186: 70%); opacità focale con o senza microcalcificazioni in 36 casi (15%), infine, in 18 casi (7,5%) distorsione, con o senza microcalcificazioni. Utilizzando la classificazione BIRADS il giudizio radiologico è stato “altamente sospetto” di malignità (BIRADS 5) in 16 casi (7%), “sospetto” di malignità (BI-RADS 4b) in 81 casi (34%), “indeterminato” (BI-RADS 4a) in 97 casi (40%) e “probabilmente benigno” (BI-RADS 3) in 46 casi (19%). Centosessantuno lesioni (67%) avevano diametro ≤10 mm; solo 38 lesioni (16%) erano >20 mm,la maggior parte di queste, 30 casi, si manifestavano alla mammografia sotto forma di microcalcificazioni.

Risultati

In 28/268 casi (10,5%) non è stato possibile procedure al prelievo (mancata visualizzazione della lesione, inaccessibilità al bersaglio per sede della lesione o ridotto spessore della mammella). Il campione è risultato non significativo in 12/240 procedure espletate (5%). Il riscontro di patologia francamente maligna o di lesioni border-line si è verificato nel 42% dei casi (100/240), nei restanti 140 casi (58%) si è rilevata patologia benigna. Fra le lesioni maligne, è stata posta diagnosi di carcinoma infiltrante (CDI e CLI) in 16 casi (16/100: 16%), di carcinoma microinfiltrante (T1mic) in 13 casi (13/100: 13%), di carcinoma duttale in situ (CDIS) in 35 casi (35/100: 35%); di carcinoma lobulare in situ (CLIS) in 9 casi (9/100: 9%) e di iperplasia epiteliale atipica (ADH e ALH) in 27 casi (27/100:27%). In 9/100 lesioni (9%) si è avuta discordanza fra i reperti microistologici del VAB e i risultati patologici delle procedure chirurgiche: 8/9 sono state sottostimate dal VAB (4 ADH vs CDIS, 3 CDIS vs CDI, 1 ADH vs CDI) e 1/9 è stata sovrastimata (T1mic vs CDIS). La comparsa di complicanze in seguito a manovra bioptica con VAB si è verificata in 9/240 pazienti (3,7%).

Conclusioni

Il prelievo con VAB è risultato essere nella esperienza personale metodica discretamente affidabile nella tipizzazione di lesioni mammarie non palpabili, seppur gravata da una quota di procedure mancate (10,5%), di campionamenti non significativi (5%), ed infine da lesioni sottostimate (9%).