, Volume 112, Issue 4, pp 491-508
Date: 11 Jun 2007

Patient safety issues in magnetic resonance imaging: state of the art

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Abstract

The presence of a static magnetic field (Bo), a radiofrequency field (RF), a dynamic gradient which varies in time and loud noises during an MR examination could increase patient risk. Specifically, a magnetic field could interfere with ferromagnetic material leading to one of the following five dangerous interactions: 1) projectile effect, 2) twisting, 3) burning, 4) artefacts and 5) device malfunction. The projectile effect is when an object is attracted by the magnet with the risk, as reported in literature, of hitting the patient, operators and/or the instrument. Objects which typically can undergo this effect are oxygen and helium cylinders, IV stands, cleaning trolleys, chairs, lamp holders, scissors, forceps, clampers, traction weights, monitoring instruments, and especially metallic splinters within the patient. Twisting (torsion) typically occurs with cerebral vascular clamps and cochlear implants. If parts of implants are involved a malfunction may result. Burns can be caused when electrically conductive material is introduced within the magnet, for example, ECG electrodes, monitoring cables and coils which are in contact with the patient’s skin, as well as tattoos and eye-liners that contain iron-oxides. Artefacts can be induced by RF emission of implanted devices which can be mistaken for noise of the receiving coil. Implanted devices can induce signal voids which mask or simulate pathologies. Electrical or mechanical malfunction of implanted devices includes pacemakers which can stimulate inappropriately or at an elevated frequency yielding a distorted ECG with altered T-waves. The risk for patients can be reduced by specific educational programs within individual radiology departments which include other specializations and external referring physicians with the aim of developing a standardized safety protocol.

Riassunto

La presenza di un campo magnetico statico (Bo) all’interno della sala RM, di un campo di radiofrequenza (RF), di gradienti dinamici variabili nel tempo e di forte rumore durante l’esame comportano il possibile verificarsi di eventi con implicazioni per la sicurezza del paziente. In particolare il campo magnetico può interferire con materiale dotato di caratteristiche ferromagnetiche. Si possono riconoscere 5 tipologie di interazioni pericolose: 1) effetto proiettile, 2) twisting, 3) ustioni, 4) artefatti, 5) malfunzionamento di dispositivi. Effetto proiettile: quando l’attrazione magnetica sposta un oggetto verso il magnete. Questo fenomeno comporta un rischio di impatto con il paziente, con l’operatore o con il magnete stesso. Ci sono descrizioni in letteratura di danno o esiti fatali a carico del paziente. Oggetti che tipicamente possono subire questo effetto sono: bombole di ossigeno, piantane per le fleboclisi, bombole di elio, carrelli delle pulizie, sedie, fissatori di lampadine, forbici e clamper, pesi da trazione, pulsossimetri. Questo effetto può interessare anche schegge metalliche presenti nel corpo. Twisting (torsione): tipicamente le clips vascolari cerebrali e gli impianti cocleari. Vi sono poi oggetti parti di impianti o altri oggetti che possono esserne avulsi, determinando malfunzionamento dell’impianto o danno al paziente. Ustioni: in genere sono causate dall’introduzione di materiale elettrico conduttivo all’interno del magnete come elettrodi ECG, cavi del pulsossimetro, bobine in contatto con la superficie cutanea del paziente, ma anche tatuaggi, eye-liner che contengono ossido di ferro. Artefatti: si possono verificare artefatti dovuti a emissione di RF da parte di dispositivi, che viene considerata rumore dalla bobina di ricezione, oppure vuoto di segnale da componente metallica, che può mascherare o simulare una patologia. Malfunzionamento di dispositivo: tra gli altri, i pacemaker sono di particolare interesse; possono risultare malfunzionanti, stimolando al momento sbagliato oppure con una frequenza troppo elevata. Il tracciato ECG può risultare distorto con alterazioni delle onde T. Tramite un percorso didattico sia all’interno della propria struttura di lavoro, che verso l’esterno come gli altri specialisti, e adottando strategie comportamentali uniformi e codificate è possibile ridurre al minimo gli eventuali rischi per il paziente.