, Volume 37, Issue 1, pp 275-286
Date: 07 Apr 2010

Paratesto e narratività in antropologia: il prologue a Non-lieux di Augé

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Estratto

Attraverso una disamina dell’introduzione a Nonluoghi di Marc Augé, scritta dall’autore per il suo lavoro sull’antropologia della contemporaneità, questo studio esplora le modalità secondo cui si creano, nei suoi testi, ‘effetti di letterarietà’ pregnanti sia per le strategie narrative utilizzate, sia per i risvolti teorici in antropologia. La tesi che viene sostenuta è che, già nelle prefazioni dei testi di Augé, l’invenzione di ‘storie dei tempi moderni’ diventa un mezzo per riflettere criticamente su alcuni fenomeni tipici della nostra epoca, quali le nuove formazioni spaziali, il senso della memoria e della storia, le conseguenze delle nuove tecnologie e le relative forme di ritualità. Teoria della cultura e strategie narrative costruiscono insieme, nel caso di Augé, un tipo di testo che ostenta effetti letterari il cui valore dipende da intenti memorialistici, autoriflessivi ed estetici che si mischiano e si sovrappongono per consentirgli di avanzare una critica della surmodernità. L’analisi del prologue a Nonluoghi permette di riflettere sull’antropologia in quanto testo e di rivelare le dinamiche attraverso cui un autore costruisce, implicitamente o esplicitamente, lo stesso impianto teorico, le strategie narrative e i principi letterari cui affida il senso del suo lavoro.

Abstract

An analysis of the prologue by (and to) Marc Augé’s Non-lieux (Non-places). Via a decoding of this paratext, the study proposes to investigate the narrative modalities through which the writer creates noted literary effects and the implied theoretical connections revealed by the un-covering of various semantic layers. In the prologue, the invention of “stories about modern times” becomes for Augé a way to reflect critically on some typical phenomena of our age—new places, a sense of memory and history, interaction with new technologies, the dynamics of representation and of auto-representation of traveling and travelers. As a consequence, anthropological theory and narrative strategy are fused by the author, giving way to a “unique” and powerful text. The work thus produced is not liminary, but representative of Augé’s “process of thought,” reflected in and by the theoretical and narrative dynamics, in and by, too, the specific effects the writer strives to exert upon the reader.